Euroluce 2025 riscrive le regole del design illuminotecnico
C’è chi la considera un dettaglio. Un’aggiunta. Un “lo sistemiamo dopo”.
Ma chi ha attraversato i padiglioni di Euroluce 2025 sa bene che l’illuminazione è tutto fuorché secondaria.
In questa edizione, la luce ha smesso di inseguire l’architettura per diventare protagonista: pensata, sentita, integrata.
È materia viva, emozione tangibile, linguaggio progettuale.
Tra installazioni immersive, nuove tecnologie, sostenibilità reale e contaminazioni artistiche, Euroluce ha confermato di essere molto più di una fiera: è una visione del futuro.
Euroluce 2025: un po’ di numeri
Non esiste un dato “separato” ufficiale, riguardante solo l’affluenza ad Euroluce, essendo questa un’esposizione parte integrante del Salone del Mobile.
Tuttavia, considerando l’ampiezza dell’area espositiva dedicata (oltre 32.000 mq) ed il ragguardevole numero di espositori presenti e la capacità di attrarre un gran numero di specialisti della luce, è chiaro che Euroluce ha avuto un peso rilevante nella crescita del pubblico di tutto il Salone.
Secondo i dati disponibili, il Salone ha accolto circa 400.000 visitatori da oltre 180 Paesi, superando i numeri dell’edizione del 2023.
Gli espositori di Euroluce sono stati oltre 300, provenienti da 25 Paesi, di cui il 46,5% dall’estero, con un ritorno massiccio dei grandi brand del mondo dell’illuminazione, che fanno sempre da volano.
Ma cosa ha favorito questi numeri da “tutto esaurito”?
Oltre al ritorno dei marchi blasonati, sicuramente ha influito la percezione che la pandemia sia definitivamente un brutto ricordo da lasciarci alle spalle, cosa che, nel 2023, ancora non era del tutto superata.
Chi influenza chi? E’ Euroluce a portare visitatori al Salone o il contrario?
Innanzitutto va detto che Euroluce, con la sua cadenza biennale, potenzia il Salone del Mobile soprattutto come qualità d’esperienza: è uno degli elementi che contribuiscono maggiormente al suo prestigio globale.
Considerata un focus sull’illuminazione a tutto tondo,
è un appuntamento imperdibile per tutti gli addetti
ai lavori, che si mobilitano in massa da tutto il mondo
e che spesso visitano solo i padiglioni ad essa
dedicati. Difficilmente chi gravita nel mondo dell’illuminazione sarà presente all’edizione del Salone che non prevede Euroluce.
Questo rende Euroluce un avvenimento a cui le aziende ambiscono a partecipare, con pianificazioni importanti in fatto di denaro e di fatica (Euroluce non è per deboli
di cuore), ma che permette loro di raggiungere un numero importante di utenti specializzati e di poter dimostrare con forza di “esistere” sul mercato.
Chi influenza chi? E’ Euroluce a portare visitatori al Salone o il contrario?
Innanzitutto va detto che Euroluce, con la sua cadenza biennale, potenzia il Salone del Mobile soprattutto come qualità d’esperienza: è uno degli elementi che contribuiscono maggiormente al suo prestigio globale.
Considerata un focus sull’illuminazione a tutto tondo,
è un appuntamento imperdibile per tutti gli addetti
ai lavori, che si mobilitano in massa da tutto il mondo
e che spesso visitano solo i padiglioni ad essa
dedicati. Difficilmente chi gravita nel mondo dell’illuminazione sarà presente all’edizione del Salone che non prevede Euroluce.
Questo rende Euroluce un avvenimento a cui le aziende ambiscono a partecipare, con pianificazioni importanti in fatto di denaro e di fatica (Euroluce non è per deboli
di cuore), ma che permette loro di raggiungere un numero importante di utenti specializzati e di poter dimostrare con forza di “esistere” sul mercato.
Innovazione e sostenibilità al centro
L’edizione 2025 ha posto l’accento su temi come l’integrazione dell’intelligenza artificiale, del design biofilico e dei sistemi intelligenti di ultima generazione (i cosiddetti sistemi “smart”), che permettono un maggiore controllo da parte degli utenti, creando atmosfere e ambienti “sartoriali”, sempre più in stretta sinergia con l’utente finale.
Questi approcci hanno ridefinito il concetto di luce, trasformandola da elemento funzionale a componente estetica ed emozionale, fondamentale per il comfort degli spazi.
Non è più solo una questione di risparmio energetico, che comunque è stato l’argomento di spinta iniziale per l’inserimento dei primi e rudimentali sistemi smart all’interno degli impianti elettrici, ma di wellness, di necessità di creare spazi accoglienti che ci facciano stare bene, che sappiano regalarci emozioni e che siano la nostra perfetta zona di confort in cui ripararci.
Insomma, la luce può essere la nostra impalpabile copertina di Linus. E’ ormai veramente lontana l’epoca
in cui il massimo della tecnologia era la dimmerazione con la rotella!
Chi esce da Euroluce 2025 non guarderà più una lampada nello stesso modo.
Perché ha capito che la luce non è solo un corpo illuminante acceso o spento, ma un atto progettuale profondo, un effetto che parla di e con tecnologia, arte, sostenibilità e relazione.
Finalmente, possiamo dirlo con chiarezza: non è solo luce, ma l’unico elemento che può cambiare la percezione di tutto quello che ci circonda.